Pannello 22 - Ritornano da Roma, la sarta e il pasticciere

Temi di queste testimonianze sono:

l'emigrazione a Roma, che rappresentava una risorsa per molti rocchetani in cerca di lavoro

il mestiere di sarta, che era molto diffuso ancora negli anni Settanta, fino all'avvento delle confezioni.

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Teresa Lauri
a sinistra Teresa, insegnante, con l'amica Elisa Lizzi (a destra)
Teresa Lauri ed Elisa Lizzi raccontano di Roma 22.1 | 85
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Rocchetani a Roma 22.2 | 86
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La vita di due rocchetane, studentesse universitarie a Roma negli anni Sessanta. Stupisce che non parlino dei moti universitari del Sessantotto o di episodi di mondanità nella capitale: forse l'attaccamento alle abitudini del loro paese e la mentalità delle loro famiglie contribuirono alla scarsa integrazione in città. 

Interessante il confronto fatto da Teresa tra gli emigranti in America e gli emigranti a Roma: i primi parlavano del loro paese d'origine in modo statico, cristallizzato, mentre gli emigranti a Roma, forse per la maggiore possibilità di ritornare e di avere informazioni aggiornate, parlavano del loro paese come luogo vivo, con notizie sempre nuove.

Teresa e Elisa ricordano i tanti emigranti di Rocche a Roma, della difficile integrazione e del loro rapporto con il paese d'origine, che rimaneva sempre molto forte, come fosse "l'Abruzzo trapiantato a Roma".

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Antonio Lattanzi a Roma | 123
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Mentre ancora negli anni Sessanta a Rocche e territorio circostante scarseggiava il lavoro, Roma rappresentava un approdo sicuro per molti abruzzesi

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La sarta e sor Domenico | 133
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Giannina, classe 1935, ricorda di quando andava nella vecchia casa dei Lizzi a Ceppino (non questa della foto) per imparare il mestiere di sarta da Gina.

Erano gli anni Quaranta-Cinquanta, e con lei c'erano altre ragazze apprendiste.

Poi Giannina farà tutt'altro mestiere => vedi sue testimonianze al pannello 14

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I sarti Gina e oreste 22.3 | 87
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Liliana e Rina ricordano di quando andavano da Gina per farsi cucire i vestiti.

Ricordano anche Oreste, un sarto eccezionale

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Il mestiere di sarta | 144
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In un'epoca in cui non esistevano ancora le confezioni, per farsi cucire i vestiti si andava dai sarti del paese, che erano Gina per le donne, e Vittorio per gli uomini.

Presso di loro si formavano anche gli aspiranti nuovi sarti, come la sorella e i fratelli di Ivetta e come abbiamo sentito anche da Giannina e da altri...

Oreste era invece un sarto ambulante

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Lidia dalla sarta Gina | 166
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Lidia, la sua famiglia viveva in fondo a tutto | 167
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Lidia, su come venivano sorvegliate le figlie | 168
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Lidia al matrimonio di Gina e Domenico | 169
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Lidia alla festa dell'Assunta nel 1944 | 170
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Lidia, matrimonio nel 1953 | 171
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Lidia, classe 1934, ricorda la zia sarta Gina e anche alcuni fatti della sua vita.

La sua famiglia viveva  vicino a Ponzano fraz. di Civitella; come dice lei, stavano "in fondo a tutto", al confine con il territorio di Campli, nei pressi del torrente Voce, di cui ricorda le piene spaventose.

Interessante il racconto del suo matrimonio nel 1953, con l'usanza dell'apparata. Curioso l'aneddoto del pullman noleggiato per tutti gli invitati.

Da notare, nel racconto di quando andava a fare visita a Gina a Rocche il 15 di Agosto, che il Monte Santo dove si recavano per la messa e la festa, lungo una salita che non finiva mai, in realtà è il colle San Nicola (per la festa dell'Assunta a Rocche vedi pannelli 3-4-5)

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Anna ricorda la sarta e il giardiniere | 172
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Anna, Gina ha avuto la tenacia di imparare | 173
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Anna, su Gina e Domenico a Roma | 174
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Anna, sull'emigrazione | 175
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Anna, nuora di Lidia, ci descrive i momenti in cui andava presso la sarta e il giardiniere e ammirava i tanti fiori colorati. Nei racconti dei due percepiva il loro senso di estraneità e disagio sulla loro esperienza a Roma.

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commenti vari e collage finale | 177
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Alcuni commenti su MARr CUORd espressi spontaneamente da alcuni rocchetani durante le registrazioni.

Per quanto riguarda la "donazione a Lizzi" di cui parla la sig.ra Duvis Herrera, si tratta di diverse fotografie della famiglia Paoletti, risalenti dai primi anni del Novecento (una è presente nella mostra, al pannello 14), che ripercorrono la storia, sia della famiglia che di Rocche. Speriamo di poterle mostrare in prossimi allestimenti.

Poi, gran finale...a sorpresa!!!

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