Giorgio aveva quasi 18 anni ed era studente, il padre Domenico era un contadino, Tonino stava iniziando la sua carriera presso la vecchia azienda telefonica di stato “SIP”.
Tutti gli uomini della famiglia sono intenti a formare un grande e alto mucchio di fieno, dopo aver essiccato l’erba raccolta dal campo.
L'erba raccolta nei campi veniva portata nell'aia.
Il mucchio del fieno veniva costruito sempre nelle vicinanze delle abitazioni, nell'aia o comunque in un terreno vicino casa.
Lo stesso procedimento di costruzione del mucchio del fieno si applicava anche alla paglia, cioè alla stoppia del grano, ottenuta dalla trebbiatura, prima che la tecnologia ci fornisse le prime imballatrici.
Esisteva un attrezzo, detto tagliafieno “tajafiè” (come quello nella foto sotto), una specie di sega larga ed affilata, con la quale il fieno veniva tagliato a fette: si ottenevano come dei mattoni di fieno, che poi venivano portati nelle stalle, nelle stagioni fredde, quando non c’era disponibilità di erba fresca da dare alle bestie allevate.